conferenza.jpgPaolo Zona: il Convention Bureau nazionale non dà sostegno alle imprese
 
(EventReport.it - 6 settembre 2011)

Il Presidente di Federcongressi&eventi (nonché Amministratore Delegato di Cluster s.r.l.) contesta la proposta del Direttore Generale del Bureau Patrick Hoffnung agli operatori del settore meeting ed eventi di partecipare allo stand Italia presso la fiera EIBTM di Barcellona con una quota di 6.000 euro, e considera l’ipotesi di offrire, a soci e non, una soluzione alternativa “a un prezzo che non sia un insulto alla ragione”.

La nuova querelle fra Paolo Zona, Presidente di Federcongressi&eventi, e il Convention Bureau nazionale prende le mosse dalla circolare con cui il Direttore Generale del Bureau Patrick Hoffnung propone agli operatori una postazione allo stand Italia, in occasione della EIBTM, una delle due maggiori fiere europee di settore in calendario a fine novembre a Barcellona, al prezzo di 6.000 euro.
Zona afferma che la quota è superiore sia a quella richiesta per la partecipazione, lo scorso maggio, all’altra grande fiera europea, l’IMEX di Francoforte, sia a quella per l’EIBTM 2010, e che l’aumento si spiegherebbe con la decisione del bureau di non potere più sostenere operazioni in perdita.
Iniziative quali la costituzione di un CB nazionale nascono per dare sostegno alle imprese e non per mettersi in concorrenza con esse. In contesti come questo, poi, sono le imprese stesse a dover condividere le condizioni di realizzazione di ciascun progetto. All’elemento pubblico resta da valutare e verificare se sussistano i presupposti per dare il proprio contributo in una logica di co-marketing. In altri termini, i soldi stanziati dallo Stato vanno messi a esclusiva disposizione delle imprese, le quali debbono poter effettuare le loro proposte, assumendosi responsabilità e contribuendo fattivamente per la loro parte, per poi rimettersi alla valutazione finale dell’ente pubblico. Qui invece c’è un soggetto pubblico che stabilisce che cosa fare e come farlo, dettando alle imprese le condizioni per procedere. Non possiamo condividere questa impostazione” commenta Zona attraverso un duro comunicato stampa.
Federcongressi&eventi sta quindi considerando di partecipare alla fiera con un proprio stand, aperto a soci e non soci, che offrirà servizi “dinamici e commercialmente aggressivi” a tariffe che non siano “un insulto alla ragione”.
Nonostante sembri quindi cosa già quasi fatta, Zona conclude lasciando aperto uno spiraglio, che ha però il sapore di un aut aut: “Proseguiremo su questa strada sempre che il CB nazionale non manifesti in brevissimo tempo – nei fatti, più che nelle parole – un cambiamento di rotta e di spirito”.