HIV.jpgPrimo Workshop Nazionale sul test HIV a risposta rapida

Torino, 8 novembre 2011

Grande successo e occhi dei media puntati sul “Primo Workshop Nazionale sul test HIV a risposta rapida” organizzato da Cluster all’Hotel NH Santo Stefano di Torino.

Così titola La Repubblica: “AIDS, il 38% delle diagnosi arriva troppo tardi. Dimezzare i ritardi nei prossimi 5 anni”.
L'allarme è stato lanciato dal Professor Giancarlo Orofino, responsabile dell'ambulatorio Malattie Infettive dell'Amedeo di Savoia, durante il Primo Workshop Nazionale sul test HIV a risposta rapida in corso a Torino: "in cinque anni bisogna arrivare a dimezzare le diagnosi tardive dell'infezione da HIV in Piemonte" afferma Orofino. Proprio il test a risposta rapida è considerato il mezzo più efficace per arrivare a una diagnosi precoce e consentire al paziente di accedere presto alle cure.
Anche in Piemonte, in linea con il dato nazionale, è alta la percentuale delle diagnosi tardive del contagio da HIV. "Circa il 38% del totale delle diagnosi arriva tardi - spiega ancora il professor Orofino -. Sarebbe opportuno estendere il test a risposta rapida anche a gruppi di popolazione che si rivolgono ai servizi sanitari per motivi non direttamente correlati all'HIV. Si tratta cioè di intercettare gli 'inconsapevoli', prima che la malattia progredisca e ridurre il numero delle diagnosi tardive".
Sono state 290, nel corso del 2010, le nuove diagnosi di infezione da HIV in Piemonte, con un lieve calo rispetto all'anno precedente (300) e un tasso di incidenza di 6,5 casi per 100.000 abitanti.