italia_cina.jpgRicerca Hilton: l’Italia fra le destinazioni preferite dai cinesi

(EventReport, 25 ottobre 2011)
 
L’incoming cinese cambierà l’industria turistica europea e l'Italia sembra confermarsi una delle mete preferite.

Nel 2010 i viaggiatori cinesi nel mondo sono stati 57,39 milioni, il 20% in più rispetto al 2009, e hanno speso 35 miliardi di euro, con un incremento del 14% rispetto al 2009. E' previsto che mantengano simili percentuali di crescita anche nel 2011, quando raggiungeranno i 65 milioni e spenderanno circa 40 miliardi di euro.
L’Europa è meta di oltre il 20% dei viaggi internazionali dei cinesi (esclusi i viaggi a breve raggio per Hong Kong e Macao) e le destinazioni più visitate sono Francia, Italia e Germania.
Considerata in valore assoluto, la presenza cinese nel turismo europeo è ancora ridotta (inferiore all’1%), ma secondo le previsioni i viaggiatori cinesi in arrivo in Europa passeranno da 4,5 milioni del 2015 a 8,6 milioni nel 2020: numeri che comportano, per l’industria ricettiva europea, un giro d’affari potenziale di oltre due milardi di euro (l'Asian Travel Monitor 2011 di IPK International calcola una spesa media per ciascun turista cinese in Europa di 234 euro a notte).
Sono i numeri e le stime contenuti nella ricerca "How the rise of chinese tourism will change the face of the european travel industry", commissionata dal gruppo alberghiero Hilton Hotels & Resorts a Kevin Latham della School of Oriental and African Studies dell’università di Londra, allo scopo di fornire un’analisi delle sfide e dell’impatto che l’incoming cinese porterà nel settore dell’ospitalità europeo e una serie di raccomandazioni agli operatori affinché possano prepararsi al meglio per coglierne tutto il potenziale di business.
I cinesi che si recano in Europa sono generalmente provenienti dalle grandi città, relativamente benestanti, appartenenti alla classe media e con un’educazione superiore: il trend di crescita di viaggiatori con questo profilo è particolarmente elevato ma, sostiene il report, i numeri effettivi del futuro incoming cinese dipenderanno in gran parte dalle azioni dei governi e delle imprese turistiche europei.
Se la barriera linguistica, insieme agli alti costi, è il maggiore ostacolo allo sviluppo dell’incoming cinese in Europa, il report sottolinea che altri fattori ne stanno invece favorendo l’espansione, fra cui il cambio favorevole e il crescente supporto del governo cinese al settore turistico outbound, quindi le minori difficoltà per i cinesi a ottenere i visti per l’espatrio.