eventi.jpgTurismo congressuale: un 2011 difficile

Il settore corporate torna lentamente ad investire, ma la crisi italiana nasce dalla sanità

In occasione della prossima inaugurazione del nuovo Palazzo dei Congressi di Rimini, che si terrrà sabato 15 ottobre, Affari&Finanza de “La Repubblica” dedica un articolo alla crisi che sta attraversando il turismo congressuale italiano.
Per il comparto la situazione non è delle migliori e coinvolge tutti i segmenti della filiera: dal corporate al mondo associativo. La crisi del settore, iniziata nel 2008, si è trascinata fino al 2010, proseguendo anche nell’anno in corso.
“Confermo che il 2011 è probabilmente l’anno più difficile in assoluto - avverte Paolo Zona, Presidente di Federcongressi&eventi e AD di Cluster s.r.l. - ma il dato più preoccupante è che nel 2010 siamo tornati a livelli di occupazione, presenze e fatturato analoghi a quelli del 2004/2005. Il mio auspicio è che nel 2012 si possa tornare almeno ai livelli del 2007”. Su quali siano le cause di questo trend negativo Zona afferma che “un segnale significativo del malessere che stiamo vivendo è rappresentato dai meeting medico-scientifici, da sempre i più soddisfacenti nel segmento congressuale associativo. I tagli alla spesa farmaceutica e, in generale, alla sanità hanno di fatto ridotto le sponsorizzazioni e, di riflesso, i partecipanti. Emblematico, in questo senso, è il congresso nazionale dei ginecologi: nel 2011 ha registrato una riduzione del 40% delle sponsorizzazioni”.
Il turismo congressuale soffre quindi, ma solo in Italia. Perchè nel resto del mondo il settore vola. Nel ranking mondiale il nostro Paese si è classificato al sesto posto perdendo due posizioni rispetto all’anno scorso. I primi due posti sono da sempre predominio degli Usa e della Germania seguiti dalla Spagna. Nella classifica relativa alle città, brilla inoltre l’assenza di quelle italiane tra le top 20. Da qui la necessità che inizi a funzionare (e bene) il Convention Bureau Italia, assolvendo con efficienza ed efficacia il compito di promuovere e favorire lo sviluppo del turismo congressuale italiano legato ai grandi eventi, nonchè di sostenere l’attività internazionale delle imprese del settore.