2000.jpgFarmindustria: -2.000 posti di lavoro entro marzo

(PharmaKronos, 05 dicembre 2012)

In bilico, dopo gli informatori, anche gli addetti a ricerca e produzione.

L'industria del farmaco "attraversa una fase estremamente critica, destinata a prolungarsi nei prossimi anni. Gli investimenti nel Paese sono a forte rischio, come anche i livelli occupazionali: da qui a marzo la stima è di perdere fino a duemila posti di lavoro su 65.000". E se "fino a poco tempo fa il taglio riguardava gli informatori, oggi il problema tocca anche gli addetti alla ricerca e alla produzione". Il quadro a tinte fosche arriva dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi.
Nella Penisola 165 fabbriche producono un quantitativo di medicinali per il 61% destinato all'esportazione. "In pratica la produzione oggi sta in piedi per l'export". E un'ulteriore contrazione del mercato rischia di rivelarsi indigesta per il "made in Italy". "Dal 2006 abbiamo contato 10mila addetti in meno, e nei prossimi anni rischiamo un calo analogo", spiegano i vertici. Nel 2012 la produzione industriale ha segnato un calo del 2,7% (a gennaio-settembre). "E la contrazione della produttività mette a rischio gli investimenti nel Paese - nota il Vice-Presidente Emilio Stefanelli - Dal 2008 al 2011 gli studi clinici in Italia si sono ridotti del 23%: le risorse arrivano dove si arruola prima".