generici.jpgFarmindustria contro norma generici
 
(Pharmakronos, 25 gennaio 2012)

L'associazione si appella a Parlamento e Governo affinché venga cancellata
 
 
"La Giunta di Farmindustria, riunita ieri a Roma, denuncia con forza l'effetto devastante sulle imprese farmaceutiche del Paese, che deriverà dalla norma inserita nel decreto liberalizzazioni che di fatto - deviando la quasi totalità delle prescrizioni mediche sui soli generici - cancella ex lege uno dei settori più hi tech della nostra economia. Farmindustria, nel convocare un'assemblea straordinaria, si appella al Parlamento e al Governo, in particolare al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, perché rinuncino al provvedimento nell'interesse delle imprese, dei lavoratori e del Paese".
E' quanto denuncia l'associazione italiana delle aziende produttrici di medicinali. "La misura, secondo le ultime ipotesi circolanti - prosegue Farmindustria - risulterebbe di fatto costringere il medico a indicare, e il farmacista a dispensare, solo farmaci generici, innescando un'inaccettabile distorsione della concorrenza a danno del prodotto con marchio. Una decisione che causerà il trasferimento delle produzioni, oggi realizzate in un sistema che conta 165 stabilimenti produttivi, dall'Italia ad altri Paesi con la conseguente chiusura di questi impianti. E proprio ora che le imprese industriali farmaceutiche potrebbero rappresentare parte della soluzione ai problemi del Paese, perché motore di crescita. Le conseguenze saranno gravissime per l'occupazione di 65.000 dipendenti diretti, per il 90% laureati o diplomati, e per i 64.000 che lavorano in un indotto di eccellenza; per l'export, pari al 60% della produzione e per gli investimenti annui pari a 2,4 miliardi in produzione e ricerca".
"Questo provvedimento realizza invece trasferimenti coatti di quote di mercato a danno di imprese che da anni investono sul territorio in innovazione, ricerca e produzione. E ciò è inaccettabile. Tanto più che non porta alcun vantaggio per lo Stato, che sostiene già oggi il solo costo del farmaco a prezzo più basso, né per il cittadino che può scegliere quest'ultimo su segnalazione obbligatoria del farmacista, in base alla normativa vigente. In un sistema peraltro in cui i prezzi dei farmaci sono i più bassi in Europa, come riconosciuto anche dal Parlamento europeo, e l'accesso all'innovazione è da tempo fortemente penalizzato".