microcip.jpgUn computer da un millimetro cubo: la cybermedicina è alle porte
 
(Blogosfere, 09 gennaio 2012)
 
Un computer di un millimetro cubo di volume, abbastanza piccolo da poter essere inserito ovunque, anche all'interno del corpo umano, vi sembra utopistico? Se a qualcuno sono venute in mente le atmosfere fantascientifiche del romanzo (e successivo film) "Viaggio Allucinante", occorre dire che è fuori strada.
 
In questo caso, di science-fiction non c'è nulla, dal momento che l'ultra micro computer è reale al 100%. Per il momento ancora privo di un nome, è stato sviluppato per svolgere funzioni di monitoraggio della pressione dell'occhio in pazienti affetti da glaucoma. Il suo hardware, a dispetto delle minuscole dimensioni, annovera un sensore di pressione, memoria, batteria a film sottile, una cella solare, un microprocessore a consumo energetico ultra ridotto ed il supporto al wireless. Caratterizzato da un assorbimento complessivo pari a 5,3 nanowatt quando è in attività, il dispositivo necessita di 10 ore di esposizione alla luce indoor, o un'ora e mezza di sole al giorno per ricaricare le batterie, eseguendo un rilevamento della pressione oculare ogni 15 minuti. Al momento allo stadio prototipale, viene indicato dai suoi realizzatori come una pietra miliare verso quello che sarà un ulteriore processo di miniaturizzazione che dovrebbe consentire l'impianto di decine di apparati simili per svolgere funzioni di controllo sulla salute umana.