post_premio.jpgL'attualità politica ed economica anima il dibattito al Premio Economia

Santa Margherita Ligure, 30 settembre 2012

Si è conclusa, anche quest'anno con un bilancio positivo, la sesta edizione del Premio Internazionale Santa Margherita Ligure per l'Economia "Gozzo d'Argento" organizzato da Cluster.

Particolarmente interessanti sono stati i contenuti del dibattito svoltosi al termine della cerimonia di premiazione, sabato 29 settembre, tra il moderatore Luigi Gia (caporedattore di Affari & Finanza de La Repubblica) i premiati, gli economisti Tito Boeri e Marcello Degni, il consigliere di Stato Paolo De Joanna, i giovani economisti Antonio Accetturo ed Elisabetta Olivieri, ed i rappresentanti  della Giuria: gli economisti Amedeo Amato (direttore dell’Istituto di Economia Internazionale), Giampaolo Galli (professore LUISS e già direttore generale di Confindustria) ed i giornalisti Raoul de Forcade (Il Sole 24 Ore) ed Alberto Quarati (Il Secolo XIX).
Oltre un’ora di avvincente discussione sui temi più recenti della politica e dell’economia, tra rappresentanti dell’attuale e delle nuove generazioni.
Difficile uscire dai fatti dell’attualità, con conseguenti riflessioni non particolarmente ottimiste. Per Tito Boeri l’ipotesi di un governo Monti bis sarebbe la dimostrazione del completo fallimento della politica, rappresentata peraltro da una classe dirigente inadeguata e incapace. All’attuale governo Monti – peraltro il migliore degli ultimi 10 anni – Boeri chiede di non stare alla finestra – come sembra stia continuando a fare rispetto ai temi cruciali della legge elettorale e di quella contro la corruzione.  Senza dimenticare di considerare, nell’intero programma, un corretto, efficace, funzionale modo di gestire l’amministrazione locale.
I giovani – rappresentati sia dai Premiati che da alcuni giornalisti in Giuria – hanno posto l’attenzione sul fatto generazionale: l’attuale classe dirigente è il frutto demografico del "baby boom" degli anni 50 e 60, e sono tanti. E tanti vogliono mantenere e rafforzare i diritti acquisiti, il potere, il controllo della situazione, a tutti i livelli, dalla politica alla medicina.
Per Galli, a lungo direttore generale di Confindustria, la perdita in competitività del nostro sistema produttivo è conseguenza proprio della totale commistione di questo modo di fare politica con la realtà economica: sbagliate allocazioni di risorse, svalutazione delle logiche di merito, una burocrazia fagocitante che pone troppe barriere per nuove attività. E lo stesso per la fiscalità. Negli Usa, la maggior parte del PIL è prodotto da aziende che 30 anni fa non esistevano; da noi questo ricambio sembra impossibile.
Per gli economisti de “ La Voragine”, la recente decisione della BCE di sostenere i Paesi attaccati da manovre speculative dei mercati finanziari è dimostrazione di un riflessivo ottimismo, ma nel caso dell’Italia non può essere un fatto risolutivo, demandato invece al ripristino di una classe dirigente che porti a un salto di qualità, verso un futuro concreto. Una classe dirigente, un ‘amministrazione politica e pubblica fatta di persone sobrie e competenti.
Massima attenzione all’effetto boomerang, su consumi e investimenti, dell’attuale politica fiscale e rinnovata perdita di immagine internazionale sono alcune delle osservazioni finali espresse a conclusione dell’incontro dal presidente di Giuria, Amedeo Amato, con l’auspicio di una presa di coscienza collettiva volta a garantire un concreto futuro alle prossime generazioni.