diabete_sav.jpgAperte le iscrizioni al corso di Savigliano sulla cura del diabete

7 giugno 2017

Sono aperte le iscrizioni al Corso di Formazione ECM "Nuove opzioni terapeutiche per la cura del diabete e gestione condivisa tra Diabetologo e MMG", organizzato da Cluster Formazione, che si terrà il prossimo 13 giugno a Savigliano (CN)

Nella gestione del diabete, così come di tutte le patologie croniche, l’integrazione fra assistenza ospedaliera e medicina territoriale è presupposto fondante della corretta presa in carico del paziente. Affinchè il processo di cura sia progressivamente sempre più efficace è di fondamentale importanza il costante aggiornamento di carattere scientifico e lo scambio reciproco di esperienze fra Specialisti e MMG.
Dopo l’immissione in commercio di nuove molecole per la cura del diabete mellito si rende pertanto necessario un continuo e proficuo scambio di informazioni tra lo Specialista ed il MMG per permettere un’adeguata sorveglianza da parte del Curante della terapia condotta dal paziente.
Una nuova classe di farmaci è quella delle Glifozine. Esse sono una classe di farmaci ipoglicemizzanti approvata per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 in pazienti in controllo glicemico inadeguato, in aggiunta ad un’opportuna modificazione dello stile di vita (dieta ed esercizio fisico). I benefici aggiuntivi di questa classe di farmaci sono rappresentati dalla ridotta incidenza di ipoglicemie, dalla possibilità di monosomministrazione e da un modesto effetto sul peso corporeo e sui valori di pressione arteriosa.
Il meccanismo d’azione con cui agiscono è totalmente indipendente dall’insulina. Esse infatti bloccano la proteina SGLT2 deputata al riassorbimento del glucosio sul tubulo prossimale del rene incrementandone l’escrezione. Modelli animali hanno mostrato una significativa correlazione tra i livelli di glicemia e l’espressione delle proteine SGLT2 che può essere facilmente down-regolata dall’insulina. Gli inibitori-SGLT2 sono attualmente disponibili anche in combinazione con metformina. Numerose revisioni sistematiche di letteratura dimostrano l’efficacia nel ridurre i livelli di emoglobina glicata, il principale responsabile del danno endoteliale e delle complicanze retiniche e cardiovascolari tipiche del diabete.
 
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