PFP_bruschi_sold.jpgProgetto PFP - SICPRE: corso ECM sul lifting facciale

6 ottobre 2017

Si terrà a Torino, il prossimo 7 novembre, il corso ECM del Progetto PFP - SICPRE organizzato da Cluster Formazione. Titolo del corso "Lifting facciale secondo il concetto di ITPAS"

Il corso sarà tenuto dal Prof. Stefano Bruschi (Professore Ordinario di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica Università degli Studi di Torino).

Quali sono le caratteristiche di un lifting “made in Italy”?
I vissuti personali del Prof. Stefano Bruschi sono caratterizzati da numerose esperienze all’estero, nel corso delle quali ha avuto la possibilità di conoscere in modo approfondito e di entrare in stretto contatto con culture e popolazioni molto differenti. Quasi in antitesi a ciò, vi è in lui un profondo legame alle origini italiane, in particolare alla sua città natale, Firenze, importantissimo nucleo di sviluppo letterario, artistico e scientifico a partire dal XIV secolo. In effetti, nel confronto con le altre culture a livello mondiale, l’Italia è universalmente riconosciuta come centro di eccellenza con alle spalle una millenaria tradizione storica, artistica, letteraria, musicale, scientifica, imprenditoriale e culinaria: “una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria capacità di cogliere la complessità delle cose... articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme” ha dichiarato il celebre architetto Renzo Piano. 
In ambito medico, la massima espressione di tali concetti si ha nella Chirurgia Plastica: infatti, gli obiettivi di salute e benessere della persona, nella nostra specialità, non possono essere raggiunti prescindendo dalla soddisfazione dell’aspetto estetico. I chirurghi plastici italiani primeggiano in ciò poiché non solo hanno un innato “razionale” buon gusto (cioè la capacità di chiamar “bella” una cosa solo per la sua stessa proprietà di accordare universalmente gli altri soggetti su tale modo di percepirla), ma nello stesso tempo anche quell’intuitiva vivacità inventiva che distingue il “genio”, cioè il creatore di un’opera. Senza eccedere nell’attenersi agli artificiosi concetti, siamo preservati dal rischio di risultati estremi, individuando con spontanea immediatezza le giuste proporzioni: ne deriva un corretto equilibrio nel nostro operato.

Quali, pertanto, le caratteristiche di un lifting “made in Italy”?

Il ringiovanimento facciale mira ad accompagnare correttamente il processo di senescenza di un paziente, ottenendo un risultato naturale. Basandosi sulla sua esperienza, il Prof. Bruschi considera il lifting l'intervento chirurgico principe e altri metodi, come il lipofilling, perlopiù di supporto, “ancillari”, ai fini di raggiungere l'ottimale estetico.

Inizialmente l'esecuzione tecnica prevedeva uno scollamento cutaneo superficiale esteso a diverse unità anatomiche del volto. La mobilizzazione dello SMAS profondo veniva universalmente considerata dai colleghi di gran parte delle nazioni estere l'unico metodo efficace e, pertanto, essi elaboravano e proponevano tecniche chirurgiche nuove sempre più impegnative e invasive.
Lo stesso Prof. Bruschi, negli anni, si è sempre attenuto a quel principio di base di esteso scollamento cutaneo superficiale, ma la sua “italianità” lo ha indotto a modificarlo e raffinarlo, portandolo a preferire una chirurgia meno invasiva. Rifiutando la generale “moda” ad agire sullo SMAS profondo in maniera dogmatica, finanche all'estremizzazione ed esasperazione, si crea l'equilibrio tra tradizione ed innovazione, quindi tra invasivo e conservativo, e si raggiungono risultati naturali.
In maniera del tutto sovrapponibile, oggigiorno, su forte influenza di dinamiche di mercato estere, si é diffusa la tendenza opposta, che esaspera il concetto di mini invasività proponendo nuove nozioni come “mini lifting”, “short scar”, lavorando su limitate aree del volto (guancia o collo). In Italia optiamo invece sempre per l'oraziana aurea mediocritas, attingendo al nostro bagaglio culturale di conoscenze e ad un ampio ventaglio tecniche chirurgiche a disposizione.

Alla luce delle considerazioni precedenti, il Prof. Bruschi ha la profonda convinzione che il lifting facciale, e in generale qualsiasi intervento di chirurgia plastica estetica, debba essere efficace ma nel contempo semplice, senza sfociare nell'eccessivo e/o troppo invasivo. Basandoci su ben consolidati studi anatomici, possiamo disporre in maniera molto variegata delle nostre conoscenze di estetica, al fine di conseguire un risultato sicuro e meditato, ma non per questo limitativo, conciliando il trattamento di ampie aree anatomiche con la giusta invasività.