epatite.jpgCorso ECM epatite HCV: aperte le iscrizioni

27 marzo 2018

Sono aperte le iscrizioni al corso ECM dal titolo: "Scacco matto all'epatite HCV: la gestione di una vittoria", organizzato da Cluster Formazione, che si terrà a Bra (CN) il prossimo 5 maggio

Dopo aver raggiunto la massima intensità tra gli anni ‘60 e la metà degli anni ’80, la diffusione del virus HCV in Italia ha iniziato a diminuire ed abbiamo assistito ad un declino dell’incidenza di infezioni legato principalmente alle migliori conoscenze delle vie di trasmissione, all’introduzione dei test per il controllo del sangue (e derivati) destinato alle donazioni e alla produzione degli emoderivati, alla diffusa adozione di materiali medici monouso e, più in generale, all’elevarsi del livello igienico sanitario.
L’Istituto Superiore di Sanità segnala che le nuove infezioni sono attualmente diminuite, ma nell’ipotesi più ottimistica ogni anno si verificano circa 1.200 nuovi casi di epatite da virus C. L’infezione da HCV ha generato peraltro un numero cospicuo di portatori cronici del virus ed in Italia l’epatite C è la causa principale delle epatiti croniche, delle cirrosi, dei tumori al fegato, dei trapianti di fegato e dei decessi di malati di AIDS (coinfetti).
Nonostante l’epatite C rappresenti tuttora la causa del maggior numero di decessi tra le malattie infettive trasmissibili, negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento delle prospettive terapeutiche per i malati di virus C. L’avvento nel 2011 dei primi antivirali ad azione diretta ha aperto uno scenario che si è fatto via via più entusiasmante sia in termini di efficacia sia sotto il profilo di sicurezza e tollerabilità.
La disponibilità dei DAA (Direct-Acting Antiviral) di seconda generazione per la terapia dell’epatite HCV correlata, con risposte terapeutiche che si avvicinano ormai alla totalità dei pazienti trattati, ha permesso di cambiare la  prospettiva della terapia: non si ha più soltanto l’intento di curare i pazienti malati, ma si vuole eradicare il virus nella popolazione italiana. Con l’allargamento delle note AIFA che consentono di trattare tutti i pazienti, anche quelli con fibrosi bassa o assente, il numero dei pazienti che vengono presi in carico dai centri prescrittori si sta allargando notevolmente.
Da tali presupposti nasce quindi l’obiettivo di questo corso: consolidare la collaborazione con i MMG nella gestione dei pazienti dopo la terapia, differenziandoli in base al grado di fibrosi e quindi alla necessità o meno di eseguire un follow-up. La figura del MMG deve essere inoltre centrale per poter identificare il cosiddetto “sommerso”, cioè tutti quei pazienti affetti da HCV che finora non sono stati diagnosticati o che non sono mai afferiti ad ambulatori specialistici.

Il corso, rivolto ad un massimo di 30 partecipanti, è destinato alla professione di Medico-Chirurgo (discipline di riferimento: Dermatologia e Venereologia, Gastroenterologia, Ginecologia ed Ostetricia, Malattie Infettive, Medicina Generale e Medicina Interna).

Responsabile Scientifico: Riccardo Vanni

Provider ECM: Cluster s.r.l. - ID 345

Obiettivo formativo: Integrazione tra assistenza territoriale ed ospedaliera (Obiettivo formativo di processo n° 9)

Progetto formativo n. 345 - 221544

Crediti assegnati: 4 (quattro)

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