Utilizzo degli antipsicotici atipici nei pazienti con demenza: gestione del profilo di sicurezza

Inizio corso: 06/03/2013

Fine corso: 31/12/2013

Crediti formativi: 3

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Il corso propone la traduzione in italiano di un articolo recente pubblicato sull'American Journal of Psychiatry e oggetto di FAD, accompagnato da una videolezione di 15 minuti nella quale il Dottor Luigi Ferrannini – Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, ASL 3 Genovese – presenterà i punti di interesse dell’articolo, contestualizzandolo alla realtà italiana.

 

CONTENUTI

Sintomi neuropsichiatrici quali agitazione ed idee fisse si manifestano comunemente nei pazienti anziani affetti da demenza e, spesso, sono causa di notevole disagio. I dati sull’efficacia del trattamento con antipsicotici atipici sono molto evidenti, ma questi farmaci vanno usati con estrema prudenza. Gli eventi indesiderati nei pazienti con demenza comprendono un aumentato rischio di mortalità e di eventi cerebrovascolari così come di effetti metabolici, sintomi extrapiramidali, cadute, peggioramento cognitivo, aritmie e polmonite. Gli antipsicotici tipici possono determinare rischi di sicurezza ancora maggiori. Non esistono chiare evidenze di efficacia a favore dell’uso di classi alternative di farmaci psicotropi (per esempio antidepressivi, antiepilettici) anche se possono rappresentare una scelta più sicura. Un tentativo con gli antipsicotici è giustificato quando il trattamento non farmacologico fallisce e i sintomi neuropsichiatrici, o i comportamenti ad essi associati, determinano grave disagio o pongono un significativo rischio per la sicurezza. Prima di iniziare la terapia con un antipsicotico atipico, si dovrebbe eseguire una valutazione completa per escludere che alla base dei sintomi neuropsichiatrici vi siano cause iatrogene o concause attribuibili all’ambiente o al caregiver. Rischi, benefici ed alternative vanno discussi con il paziente o con il tutore, lasciando spazio alle domande. I dosaggi debbono essere i più bassi possibile ed i parametri metabolici monitorati con regolarità. Le visite faccia a faccia sono importanti per monitorare risposa, tolleranza e necessità di proseguire il trattamento. Nei pazienti i cui sintomi neuropsichiatrici hanno avuto un importante miglioramento o sono andati incontro a remissione da 3-6 mesi, va presa in considerazione la possibilità dell’interruzione del trattamento. L’attenta selezione dei pazienti da trattare, l’educazione di paziente e caregiver e lo stretto monitoraggio possono ridurre al minimo i rischi per la sicurezza.

 

Fonte: Am J Psychiatry 2012; 169:900-906



Destinatari

Psichiatri, Neurologi



Faculty

Luigi Ferrannini – Genova



Obiettivi formativi

• Approfondire l’analisi dell’efficacia degli antipsicotici atipici nei pazienti con demenza.
• Valutare il profilo di sicurezza degli antipsicotici atipici in termini di mortalità, eventi cardio e cerebrovascolari, effetti metabolici, ecc.
• Impostare la gestione clinica dei sintomi neuropsichiatrici sulla base delle evidenze disponibili e della valutazione rischio/beneficio.



Accreditamento

Il corso è accreditato nell'ambito del programma nazionale di Educazione Continua in Medicina – Provider ECM: Cluster s.r.l. – ID Age.Na.S. 345



Procedura di valutazione

Questionario con risposte a scelta multipla randomizzato



Codice evento
48909

Link
http://www.pillolefadajp.it