Eventi ECM FSC

GDM_depressione.jpg

Gruppo di Miglioramento ECM (FSC)

I disturbi dell'umore nel paziente anziano.

Dal prontuario terapeutico aziendale al percorso

di presa in carico del paziente

9 giugno 2021

Dalle ore 08.30 alle ore 15.00

RESPONSABILI SCIENTIFICI

Antonino Maria Cotroneo

Direttore S.C. di Geriatria, P.O. “Amedeo di Savoia” - ASL Città di Torino 

Presidente Sezione Piemonte e V.d.A. Associazione Italiana di Psicogeriatria - AIP

 

Paola Crosasso

Direttore S.C. Farmacie Ospedaliere - ASL Città di Torino

TUTOR 

Giuseppe Di Gravina

Medico di Medicina Generale - ASL Città di Torino

Guido Emanuelli

Direttore R.O.T. (Rete Ospedale Territorio) Psichiatria Nord-Est, Dipartimento di Salute Mentale - ASL Città di Torino

Massimiliano Massaia

S.C. di Geriatria U, A.O.U. “Città della Salute e della Scienza” di Torino

I disturbi dell’umore (la depressione in particolare) sono oggi riconosciuti sia come fattore di rischio, sia come manifestazione prodromica delle demenze degenerative, malattia di Alzheimer in primis. Sintomi appartenenti alla costellazione depressiva, non necessariamente inquadrabili nelle rigide maglie categoriali del DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders dell’American Psychiatric Association), appartengono quasi invariabilmente al quadro d’esordio delle demenze degenerative e possono anche anticipare i deficit della sfera cognitiva di alcuni anni, sotto forma di apatia, ritiro sociale, umore deflesso, irritabilità. La diagnosi di depressione nei pazienti anziani dementi è complicata da molti fattori, in particolare dal fatto che i due disturbi condividano alcuni sintomi (cognitivi, psicomotori e vegetativi), dal polimorfismo delle manifestazioni depressive lungo il decorso della malattia e dalla progressiva perdita, da parte del paziente, della capacità di riferire i propri sintomi. L’osservazione prolungata e l’uso di informazioni derivate sia dai pazienti sia dai familiari può migliorare la capacità del clinico di identificare la depressione nei pazienti dementi.

 

A rendere ulteriormente complessa la diagnosi di depressione nell’anziano contribuiscono molti fattori psicologici, relazionali e socio-ambientali: la rarefazione delle reti sociali, i lutti, la solitudine non voluta dei luoghi di cura, la deafferentazione sensoriale (quella dovuta a malattie degli organi di senso, in particolare vista e udito), l’embricarsi di sintomi fisici con quelli psicologici, la tendenza a mascherare questi ultimi con problemi somatici, la compresenza di patologie croniche, la disabilità, il combinarsi di deficit cognitivi con le fragilità che nell’età avanzata tendono ad accumularsi. Gli stressor a significato depressogeno più frequenti in età avanzata sono rappresentati dai problemi coniugali o familiari, che includono separazioni o difficoltà relazionali con i figli, il pensionamento e la perdita di ruolo sociale, nonché il cambio di residenza. La condizione più frequente in assoluto è la comparsa di una malattia fisica con conseguente disabilità, perdita dell’autonomia e della dipendenza. Secondo il DSM-5 i disturbi depressivi dell’anziano includono la depressione maggiore, il disturbo depressivo persistente (distimia), il disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci, il disturbo depressivo dovuto ad un’altra condizione medica, il disturbo depressivo altrimenti specificato, il disturbo depressivo senza specificazione. La caratteristica comune a tutti questi disturbi è la presenza di umore triste o di perdita d’interesse e piacere, accompagnato da modificazioni somatiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo. Le differenze tra essi consistono nella durata, nella distribuzione temporale o nella presunta etiologia.

 

Alla luce di quanto sopra, è stato costituito un Gruppo di Miglioramento che si configura come un gruppo fra pari i cui componenti operano congiuntamente con l’obiettivo di condividere criteri di costruzione e applicabilità di un Prontuario Terapeutico Aziendale (PTA) di riferimento per l’ASL Città di Torino relativo ai numerosi farmaci a disposizione per il trattamento dei disturbi dell’umore nel paziente anziano. La finalità di questo lavoro è la razionalizzazione dei farmaci attualmente in uso in tutte le strutture di ricovero e cura a carattere geriatrico afferenti alla ASL Città di Torino (in particolare le Residenze Sanitarie per Anziani – RSA), richiamando criteri di appropriatezza clinica e sostenibilità economica dei trattamenti. Inoltre, il PTA così costruito e condiviso potrà divenire driver per la definizione sul territorio di riferimento di un percorso di presa in carico condiviso di questa tipologia di pazienti (se non di un vero e proprio PDTA), mettendo a sistema alcune criticità operative e proponendo alcune opportunità di miglioramento in termini di efficacia clinica ed organizzativa nell’ottica dell’incremento di qualità del servizio offerto al paziente.

 

Per partecipazione a gruppi di miglioramento si intendono attività per lo più multiprofessionali e multidisciplinari organizzate all’interno del contesto lavorativo con la finalità della promozione alla salute, del miglioramento continuo di processi clinico-assistenziali, gestionali o organizzativi, del conseguimento di accreditamento o certificazione delle strutture sanitarie. In essi l’attività di apprendimento avviene attraverso la interazione con un gruppo di pari con l’ausilio di uno o più Tutor/Coordinatori. L’attività svolta nell’ambito dei lavori del gruppo sarà documentata e potrà comprendere la revisione di processi e procedure sulla base della letteratura scientifica, dell’evidence based o degli standard di accreditamento, l’individuazione di indicatori clinici e manageriali, le discussioni di gruppo sui monitoraggi delle performance.

 

Nello specifico, l’obiettivo di questo Gruppo di Miglioramento è quello di attivare un percorso multiprofessionale e multidisciplinare volto a definire un Prontuario Terapeutico Aziendale (PTA) di riferimento per l’ASL Città di Torino relativo ai numerosi farmaci a disposizione per il trattamento dei disturbi dell’umore nel paziente anziano e, successivamente, a definire sul territorio di riferimento un percorso di presa in carico condiviso di questa tipologia di pazienti (se non di un vero e proprio PDTA). Ogni membro del Gruppo, anche attraverso un lavoro individuale di ricerca e di reporting, darà il proprio contributo al lavoro che verrà prodotto, individuando i documenti e gli strumenti necessari per il raggiungimento dei migliori risultati attesi. Al termine dell’incontro è previsto un output finale, mediante una relazione specifica su quanto emerso durante l’incontro.

Tale attività di formazione sul campo (FSC), rivolta ad un massimo di 13 partecipanti, è destinata alle professioni di
Medico-chirurgo (discipline di riferimento: Geriatria, Medicina Generale e Psichiatria) e Farmacista Ospedaliero.

 

ECM

 

Provider ECM: Cluster s.r.l. - ID 345

Obiettivo formativo: documentazione clinica, percorsi clinico-assistenziali, diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza e profili di cura (Obiettivo formativo di processo n° 3)

Progetto formativo n. 345 - 317133  

Crediti assegnati: 9,6 (nove virgola sei)

L’iniziativa è realizzata grazie al contributo non condizionante di

logo_angelini.png